Arte Moderna e Contemporanea

La sezione riunisce nuclei differenti per storia e provenienza, ma accomunati da una medesima intenzione: preservare ciò che rischierebbe di disperdersi e restituirlo alla collettività con uno sguardo nuovo. Accanto a opere capitali come il “Piedigrotta (Velocità di personaggio)” di Giacomo Balla convivono, ad esempio, i modelli plastici e le xilografie di Renato Di Bosso, o la serie completa delle serigrafie che Ivo Pannaggi dedica ai grandi protagonisti del Novecento. Vi sono poi interi corpus recuperati direttamente dagli eredi — come i Fondi Carlo Belli e Virgilio Marchi — sottratti al rischio di frammentazione.
La collezione racconta anche un percorso di vita: quello del Fondatore, che attraverso la lunga attività di gallerista ha accompagnato e sostenuto gli artisti con cui ha condiviso progettualità e visione — da Emilio Isgrò a Franco Vaccari — e che ha scelto di valorizzare figure meno celebrate dal sistema ufficiale, come Wladimiro Tulli o Giuseppe Desiato. Allo stesso modo ha approfondito le molteplici declinazioni dell’Astrazione, mantenendo nel contempo un legame costante con la sua terra d’origine, rappresentata da autori quali Wolf, Cappelletti e Gelmi.
A questo nucleo si affiancano opere di artisti cinesi (Zhuang Hui, Luo Yongjin, Zhao Bandi), russi (Denissov, Efimov, Mishenin & Chezhin, Nemkova, Shinkarev) e africani (Akpan, Lilanga, Seni Camara), o i fotografi bulgari (Keshishian) testimonianza di un’attenzione continua verso le innovazioni estetiche in altri contesti culturali e geografici.
Nel loro insieme, questi materiali restituiscono un panorama eterogeneo e vitale: un archivio di visioni, sperimentazioni e intuizioni che documenta, da prospettive molteplici, la nascita e le trasformazioni dell’arte tra Novecento e del primo decennio del nuovo millennio.

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