Caccia grossa
Wladimiro Tulli
Wladimiro Tulli (Macerata 4 settembre 1922 – Macerata 28 febbraio 2003) è una delle voci più libere, fluide e indipendenti del Futurismo postbellico.
Artista appartato ma di straordinaria coerenza, attraversa oltre cinquant’anni di ricerche mantenendo una costante: la fiducia assoluta nel segno come energia primaria. Non cerca l’epica macchinista né la retorica del movimento: cerca il ritmo, la vibrazione, la danza interna della linea, capace di traghettare l’eredità del Futurismo verso le nuove frontiere dell’astrattismo lirico e dell’informale.
La sua parabola artistica inizia giovanissimo sotto l’ala protettrice di Filippo Tommaso Marinetti, che lo accoglie nel movimento futurista alla fine degli anni ‘30. Tulli diventa rapidamente una figura centrale del gruppo dei futuristi marchigiani, distinguendosi per una sensibilità cromatica vibrante e una ricerca costante sulla dinamicità dello spazio.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lungi dal rassegnarsi al declino delle avanguardie storiche, Tulli compie una maturazione stilistica straordinaria. Entra in contatto con i grandi maestri del dopoguerra, da Alberto Burri a Osvaldo Licini, ed è tra i fondatori del “Gruppo Eclissi” e del movimento “Nuova Ricerca”. La sua pittura si libera dalla figurazione per abbracciare un linguaggio di segni sospesi, macchie di colore puro e composizioni che sembrano galleggiare in un vuoto cosmico. Le sue tele diventano territori di un’esplorazione ludica e poetica, dove la lezione futurista della velocità si trasforma in energia interiore.
Oltre alla pittura, Tulli si distinse per l’attività murale e l’uso di materiali eterogenei (ceramica, legno, metallo), portando l’arte negli spazi pubblici e nelle architetture. La sua carriera, costellata da partecipazioni alle Biennali di Venezia e alla Quadriennale di Roma, ha lasciato un segno indelebile, rendendo Macerata un crocevia fondamentale per l’arte contemporanea. Fino alla fine, Tulli ha mantenuto una freschezza inventiva rara, convinto che l’arte dovesse essere un perenne “volo” sopra le convenzioni.
Wladimiro Tulli
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