EMILIO ISGRÒ

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto 1937) è uno dei maggiori artisti italiani del secondo Novecento, figura cardine della poesia visiva e maestro riconosciuto della “Cancellatura”, gesto che lo ha reso celebre a livello internazionale.
Trasferitosi a Milano negli anni Cinquanta, parte come poeta e narratore, collaborando con quotidiani e case editrici; ma presto afferma un linguaggio personale, capace di attraversare arti visive, letteratura e semiotica.
Nel 1964 presenta le prime “Cancellature”, trasformando enciclopedie, libri, documenti e partiture musicali in opere che non distruggono il testo ma ne rivelano la struttura nascosta. È un’operazione concettuale radicale: il senso non sta in ciò che si legge, ma in ciò che è stato sottratto. Questo gesto, insieme ironico e rigoroso, viene immediatamente riconosciuto come una delle esperienze più originali dell’arte europea.
Negli anni successivi Isgrò espone in musei e biennali di tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia (più volte presente) al Centre Pompidou, dal MACRO al Madre. Parallelamente continua l’attività letteraria, pubblicando romanzi, poesie e testi teatrali che dialogano con la sua ricerca visiva.
Le grandi installazioni pubbliche – dal “Seme dell’Altissimo” per Expo 2015 al “Ditelo con i fiori” di Milano – consolidano la sua fama anche presso il grande pubblico. Oggi Isgrò è considerato un classico vivente dell’arte contemporanea italiana, un artista capace di unire rigore concettuale, forza poetica e una sorprendente capacità di reinventare il linguaggio.

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