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Bruno Conte
Bruno Conte (Roma 1939 – 2021) è stato un artista italiano poliedrico, noto per un percorso creativo di profonda originalità che ha attraversato pittura, scultura, grafica e una costante esplorazione del rapporto tra parola e immagine.
Conte inizia la sua attività artistica già negli anni Cinquanta, esponendo in importanti sedi istituzionali: partecipa alla VII e VIII Quadriennale di Roma e alla XXVIII Biennale di Venezia nel 1956, confermando precocemente una ricerca autonoma e originale nel panorama dell’arte italiana post-bellica.
Negli anni Sessanta e Settanta la sua produzione si orienta verso un linguaggio astratto-surreale e materico, con pitture su tavola lignea e opere che oscillano tra materia e simbolo. Parallelamente sviluppa forme oggettuali e “libri lignei” in cui si fondono segno visivo e linguaggio verbale, aprendo una traiettoria originale nella relazione tra scrittura e immagine che attraversa tutto il suo lavoro.
La carriera di Conte è contrassegnata da una forte componente sperimentale: dalle opere grafiche degli esordi, al monocromo percetto di superfici incise, fino alle costruzioni concettuali che uniscono grafia e forma scultorea. Negli anni Ottanta e Novanta sviluppa i cosiddetti “paginari”, oggetti e sequenze visive in cui la dimensione del libro diventa struttura artistica.
La sua attività espositiva include mostre personali e collettive in gallerie e musei nazionali e internazionali: Galleria Numero (Firenze, 1961), New Vision (Londra, 1965), Galleria Schwarz (Basilea, 1973), Palazzo Diamanti (Ferrara, 1987), Palazzo Ducale (Urbino, 1992), Musma (Matera), e antologiche come quella al Museo MART di Rovereto (2013) e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (2018).
Oltre alla pratica visiva, Conte ha svolto un’intensa attività letteraria, pubblicando poesie, prose e racconti che dialogano con la sua estetica artistica, contribuendo a un immaginario verbo-visuale complesso e personale.
La sua opera è presente in collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo Civico di Torino, il Mart di Trento e Rovereto, la Galleria degli Uffizi di Firenze, collezioni internazionali negli Stati Uniti e Australia, confermando un ruolo di rilievo nella storia dell’arte italiana contemporanea del secondo Novecento.
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