Piedigrotta (Velocità di personaggio)
Giacomo Balla
Giacomo Balla (Torino 18 luglio 1871 – Roma 1 marzo 1958) è uno dei padri indiscussi del Futurismo e uno dei più radicali innovatori della pittura europea del Novecento.
Trasferitosi presto a Roma, Balla si forma come ritrattista e illustratore, ma il suo sguardo va altrove: alla scomposizione del movimento, alla luce artificiale, alle energie invisibili che attraversano la modernità. Opere come “Dinamismo di un cane al guinzaglio” e “Velocità d’auto + luce” non si limitano a rappresentare il reale: lo decodificano come vibrazione.
Nel 1910 firma il “Manifesto dei pittori futuristi” e si fa interprete della città elettrica, del ritmo industriale, delle forme sintetiche che anticipano l’astrazione. Con l’“Arco di luce” introduce una nuova grammatica cromatica, dove la luce diventa forma autonoma e pulsante. Casa Balla, da lui trasformata in ambiente totale, è un laboratorio visivo che fonde pittura, design e scenografia: un universo in cui ogni superficie è colore, energia, progetto.
Nel dopoguerra la sua ricerca si espande verso forme più liriche e astratte, senza tuttavia rinnegare la tensione sperimentale. Trasmette alle figlie Elica e Luce l’eredità di un’arte intesa come disciplina quotidiana e visione del mondo.
La sua influenza è enorme: ha ridefinito il modo di pensare il movimento, la luce, la città moderna. Il suo lavoro, rigoroso e visionario, resta uno dei pilastri della cultura visiva contemporanea.
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