GIULIANO ORSINGHER

Giuliano Orsingher (Canal San Bovo TN 1 aprile 1961), dopo il diploma in Arte Applicata all’I.S.A. di Asti (1982), completa la formazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1986, dove è allievo di Emilio Vedova. Da questa esperienza eredita una sensibilità fondata sull’energia del gesto, sulla relazione con lo spazio e sulla necessità di un’arte che non si limiti a rappresentare, ma che accada.
La sua ricerca si sviluppa soprattutto in spazi ambientali aperti: boschi, rive, radure, pendii, corsi d’acqua, luoghi marginali o sospesi. Qui Orsingher interviene attraverso azioni minime — prelievi di materiali naturali, spostamenti, accostamenti, costruzioni effimere — che attivano nello spettatore una percezione amplificata del contesto. Come nota il critico Federico Mazzonelli, le sue installazioni e situazioni performative non mirano a modificare la natura, ma a darle “un’ulteriore possibilità”: offrire ai materiali e ai luoghi un linguaggio nuovo che li faccia risuonare poeticamente.
Rami, pietre, acqua, terra, neve, foglie, assi recuperate, filamenti vegetali diventano elementi di un vocabolario essenziale. L’intervento dell’artista è lieve, mai invasivo: non domina la natura, ma la ascolta, la mette in relazione, la sottrae per un istante alla sua continuità per restituirla al mondo trasformata in immagine, ritmo, intuizione. Ne derivano opere effimere, spesso destinate a scomparire, ma capaci di generare nello spettatore una reazione psicofisica, immaginifica, aperta a significati multipli.
La pratica di Orsingher si colloca nel solco della land art più poetica ed esperienziale, lontana da monumentalità e artifici tecnici, e testimonia una rara coerenza nel tenere insieme gesto, spazio, natura e sguardo. Una ricerca che vive nel punto d’incontro tra ciò che l’artista fa e ciò che il mondo restituisce.

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