VIRGILIO MARCHI

Virgilio Marchi (Livorno 21 gennaio 1895 – Roma 30 aprile 1960) è una delle figure più brillanti e meno celebrate del Futurismo italiano, maestro della scenografia e dell’architettura ‘visionaria’.
Formatasi tra la Toscana delle origini e Roma, la sua estetica si definisce presto: linee oblique, spazi dinamici, impianti prospettici esasperati, una città immaginata come organismo in movimento continuo. Con il “Manifesto dell’Architettura Futurista” e gli scritti successivi contribuisce a ridefinire il linguaggio architettonico come gesto energetico e non come mera costruzione.
Il teatro è il suo vero campo di sperimentazione. Negli anni Venti e Trenta diventa uno dei più richiesti scenografi italiani: lavora con i principali registi, firma ambienti di sorprendente modernità, costruisce architetture di luce e piani inclinati che modificano radicalmente l’idea di spazio scenico. Il suo contributo al cinema è altrettanto decisivo: crea scenografie per il cinema, anticipando atmosfere espressioniste e metafisiche che dialogano con le avanguardie europee.
Marchi è un inventore di mondi. Le sue città irreali, gli interni geometrici, le strutture tensive sembrano uscire dai manifesti futuristi e farsi materia teatrale. Non cerca la decorazione: cerca la forza, l’impatto, la stilizzazione assoluta. È un modernista che pensa per piani sovrapposti, tagli di luce, spazi che devono ‘funzionare’ come motori visivi.
Negli ultimi anni insegna scenografia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, trasmettendo a una generazione di artisti un’idea di ‘scena’ come ‘meccanismo dinamico’.
Muore a Roma nel 1960, lasciando un corpus di lavori che ancora oggi sorprende per audacia, coerenza e ferocia inventiva: un vero architetto dell’immaginario.

Nella galleria sottostante, una piccolissima selezione delle 743 unità che costituiscono il Fondo Virgilio Marchi della FSP: disegni, bozzetti e schizzi di scenografie e costumi, oltre alle tavole di progetto per la ricostruzione di interni, per produzioni cinematografiche italiane – 51 titoli – realizzate tra il 1935 e il 1955; per la maggior parte si tratta di documenti inediti.
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