SHATAR (Gioco tradizionale mongolo)
- Denominazione
- SHATAR (Gioco tradizionale mongolo)
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Legno scolpito a mano, pigmenti policromi
- Dimensioni
- Set integro di 32 pedine; dimensioni varie
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2265
NOTE
Altro esemplare della cultura ludica centro-asiatica, lo Shatar, i leggendari scacchi mongoli in un set completo da 32 pezzi scolpiti in legno. Lo Shatar è la rappresentazione in miniatura della gerarchia sociale e militare della steppa.
Nello Shatar, i pezzi non seguono l’iconografia medievale europea, ma si trasformano in elementi della vita nomadica.
Il Noyan (Principe/Re) Le due figure umane centrali sedute. Indossano il tipico cappello a punta (Loovuuz) e il Deel cerimoniale, rappresentando l’autorità politica del clan.
Il Bers (Generale/Regina) A differenza della regina occidentale, nello Shatar il Bers è spesso rappresentato come un grosso felino o, in set antropomorfi come questo, da un dignitario o una consorte di alto rango.
Il Temee (Cammello/Alfiere) I pezzi con il collo lungo e la gobba pronunciata. Il cammello è il simbolo della resilienza e del commercio carovaniero.
Il Mori (Cavallo/Cavaliere) Le iconiche teste di cavallo che richiamano immediatamente la cavalcatura mongola.
Il Tereg (Carro/Torre) Le figure poste su piattaforme rettangolari, che raffigurano i carri coperti utilizzati per trasportare le masserizie durante le transumanze.
I Khüü (Cuccioli/Pedoni) L’intera fila anteriore di 16 piccoli animali. Sono solitamente raffigurati come cuccioli di leone o cani feroci, i guardiani della yurta.
BIBLIOGRAFIA
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