Mandala degli Ashtamangala
- Denominazione
- Mandala degli Ashtamangala
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- prima metà sec XX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Rame inciso (base), applicazioni in metallo argentato, pietra rossa centrale
- Dimensioni
- cm 22 x 4.5
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2214
NOTE
L’oggetto rappresenta l’Offerta del Mandala (Mandala-pan), un pezzo unico e solido che funge da supporto per la rappresentazione simbolica dell’universo.
Sul coperchio, disposti attorno a un centro focale, troviamo gli otto simboli auspiciosi degli Ashtamangala, applicati e realizzati in un metallo a contrasto (metallo bianco argentato), fissati meccanicamente sulla base di rame e disposti radialmente per benedire e proteggere ogni angolo dello spazio. Sono i “tesori” del mondo che vengono offerti durante la meditazione: il Parasol (Chhatra), protezione dalla sofferenza e dalle influenze negative; il Nodo Infinito (Shrivatsa), l’intreccio inestricabile di saggezza e compassione; il Vaso del Tesoro (Bum-pa), abbondanza spirituale e materiale inesauribile; il Vessillo della Vittoria (Dhvaja), trionfo dell’illuminazione sull’ignoranza; la Ruota del Dharma (Dharmachakra), l’insegnamento del Buddha che trasforma il mondo; i Pesci d’Oro (Suvarnamatsya), la libertà totale; il Fiore di Loto (Padma), la purezza che sorge incontaminata dal fango dell’esistenza; la Conchiglia (Sankha), il suono pervasivo del Dharma che risveglia gli esseri. Al centro, un elemento quadrangolare dorato incastona una pietra rossa (simbolo di vitalità e fuoco); la forma quadrata richiama la stabilità dell’elemento “Terra”, sintesi simbolica nel Monte Meru (Sumeru), l’asse centrale dell’universo attorno a cui ruotano i mondi e le stelle. Il fondo è finemente inciso con un motivo a volute di nuvole o onde, a indicare che la base poggia sull’oceano primordiale da cui sorge la terra ferma. La fascia laterale è decorata con una raffinata greca a sbalzo che riprende motivi vegetali. La presenza di un robusto anello in ottone suggerisce che l’oggetto potesse essere appeso o comunque assicurato durante gli spostamenti, una caratteristica comune negli oggetti liturgici delle popolazioni mongole itineranti.
BIBLIOGRAFIA
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala Publications, Boston 1999, pp. 102-120