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Scheda Tecnica

Phurba (Pugnale rituale a triplice lama)

Mongolia
sec XIX
Denominazione
Phurba (Pugnale rituale a triplice lama)
Autore
Ignoto
Tipologia
n.d.
Datazione
sec XIX
Area Geografica
Mongolia
Materiali e Tecnica
Ferro forgiato a caldo e rifinito a freddo
Dimensioni
cm 22.5 x 3.4
N. Inventario
FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2189

NOTE
Questo strumento rituale è uno degli oggetti più potenti e carichi di simbolismo del Buddhismo Vajrayana mongolo: un Phurba (o Kila), il pugnale rituale utilizzato per ‘inchiodare’ e soggiogare gli ostacoli spirituali, i demoni dellego e le forze negative. Luso del ferro è particolarmente significativo: i Phurba in ferro, spesso associati al mitico ‘ferro meteoritico’, erano considerati superiori per i rituali di esorcismo e protezione irata rispetto a quelli in bronzo.
Loggetto è diviso in tre sezioni verticali che rappresentano il controllo sui tre mondi e la trasformazione delle tre emozioni velenose (odio, desiderio, ignoranza). LImpugnatura corrisponde alla Divinità: la sommità presenta la testa di una divinità irata, probabilmente Hayagriva o la manifestazione di un Dharmapala; presenta la tipica corona di teschi e unespressione feroce con i denti in evidenza, necessaria per terrorizzare le entità ostili al Dharma. Il Nodo Centrale è qui modellato come un Vajra (o Dorje) stilizzato, simbolo di indistruttibilità e della scintilla dellilluminazione che recide lillusione. La Base è una lama tripartita che emerge dalle fauci spalancate di un Makara, il mostro marino mitologico, la cui presenza indica che la potenza del pugnale è ‘emessa’ con la forza primordiale delle acque e della terra. Infine le tre facce della lama decorate con Naga (serpenti) intrecciati che scivolano verso la punta: questo dettaglio indica il potere del Phurba di dominare le energie del sottosuolo e di neutralizzare i veleni spirituali.
La patina grigio-brunastra opaca suggerisce una fusione ferrosa: in Mongolia, questi oggetti venivano spesso forgiati da fabbri-sciamani che univano la competenza metallurgica a specifiche recitazioni di mantra, rendendo loggetto ‘vivo’ già durante la fase della sua creazione.


BIBLIOGRAFIA
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Thomas Marcotty, Dagger Blessing: The Tibetan Phurba Cult: Reflections and Observations, B.R. Publishing Corporation, Delhi 1987
Martin J. Boord, The Cult of the Deity Vajrakila: According to the Texts of the Northern Treasures Tradition of the Byang-gter bKa-brgyad, Institute of Buddhist Studies, Tring (UK) 1993
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala Publications, Boston 1999
Claudia Müller-Ebeling, Christian Rätsch, Surenda Bahadur Shahi, Shamanism and Tantra in the Himalayas, Inner Traditions, Rochester (Vermont), 2002

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