Maschera rituale per danza Cham di ‘Dur-shing
- Denominazione
- Maschera rituale per danza Cham di ‘Dur-shing
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- Maschera rituale
- Nome locale
- དུར་ཞིང་ dur zhing (tibetano)
- Datazione
- sec XVIII
- Area Geografica
- Area Himalayana (Tibet orientale o Nepal)
- Materiali e Tecnica
- Legno scolpito e pigmenti policromi (oro, nero, rosso)
- Dimensioni
- cm cm 28 × 15,8
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2152
NOTE
Maschera antropomorfa interamente scolpita in legno massello (probabile rhododendron o juniperus tibeticus, essenze leggere ma compatte, tipiche delle maschere himalayane), raffigurante un volto umano stilizzato, di forma ovale allungata.
Questo tipo di maschera veniva utilizzato nei riti lamaici di danza sacra (Cham), eseguiti da monaci in occasione di festività annuali, esorcismi o cerimonie di purificazione.
Maschere simili sono documentate nei monasteri di Tsurphu, Hemis, Punakha e Ganden, spesso classificate come: ‘Dur-shing (volto del morto), Mi-‘dre (uomo–spirito) o Gshin-po (spirito defunto). Erano utilizzate durante le danze di Yama o dei Chitipati, quando il corteo rappresentava la discesa nel regno dei morti.
BIBLIOGRAFIA
Werner Forman, Jamba Rintschcen, Lamaistische Tanzmasken: Der Erlik-Tsam in der Mongolei, Koehler & Amelang, Lipsia 1967
Charles Farkas, Éva Szabó, Mongolian Tsam Masks, Museum of Ethnography, Budapest 1990
Gilles Béguin, Les Danses Masquées du Tibet, Éditions Findakly, Paris 1991
Richard J. Kohn, Lord of the Dance: The Mani Rimdu Festival in Tibet and Nepal, SUNY Press, Albany 2001