Scheda Tecnica

Serie di n° 20 Tsakli - Immagini Votive Portatili

Mongolia
fine sec XIX
Denominazione
Serie di n° 20 Tsakli - Immagini Votive Portatili
Autore
Ignoto
Tipologia
Immagine Votiva Portatile
Nome locale
бурхан зураг burkhan zurag (mongolo) - ཚག་ལི་ Tsag-li (tibetano)
Datazione
fine sec XIX
Area Geografica
Mongolia
Materiali e Tecnica
Serie di n° 20 stampe xilografiche monocrome (inchiostro nero) a matrici di legno su carta tradizionale (fibre vegetali), con bordi acquerellati in rosso
Dimensioni
cm 8.5 x 6.5 cadauna
N. Inventario
FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2313-2332

NOTE
Il nucleo è composto da 20 stampe xilografiche, ognuna contenente la figura di una divinità, spirito o personaggio rituale, appartenenti chiaramente alla tradizione mongola-lamaista con forte persistenza di elementi proto-sciamanici.
Gli elementi iconografici ricorrenti includono: divinità femminili feroci (ḍākinī), nude o seminude, in pose danzanti, con capelli fiammeggianti e attributi legati a fuoco, coltelli, veleni, serpenti, organi recisi (in linea con la tradizione delle khadga dākinī); divinità maschili irate, armate, con tratti demoniaci ma integrate in funzioni protettive legate alla tradizione buddhista esoterica; praticanti o officianti laici/monastici, con copricapi mongoli, che offrono fiori, ruote del Dharma, spade rituali, fiamme, o strumenti magico-propiziatori; figure ibridate con elementi animali, tipici simboli di percezione ampliata e metamorfosi estatica.
Ogni stampa porta una breve iscrizione tibetana, con funzione identificativa (nome divinità o spirito), enumerativa (numero della serie), rituale (breve formula o epiteto). Il bordo rosso, uniforme in tutti gli esemplari, indica che il gruppo veniva utilizzato come set rituale coerente, probabilmente custodito in una scatola di legno per pratiche di divinazione, protezione personale, propiziazione durante viaggi, formazione iniziatica.
Questo gruppo mostra una combinazione molto marcata di iconografie buddhiste tantriche (es.: dākinī, protettori irati, attributi come vajra, kapala, ruote del Dharma); elementi sciamanici mongoli (capelli eretti come “fuoco dello spirito”, metamorfosi serpentine, nudità rituale legata alla potenza selvaggia, gestualità danzante tipica del tengerism); strumenti usati anche dai böö / udgan); influenze cinesi e tibetane (postura lalitāsana o ardhaparyanka, vesti “a nuvola” tipiche della pittura lamaista sino-mongola).
Il gruppo è probabilmente parte di una serie molto più ampia di stampe (di norma 60 o 108) per i cicli di dakini e spiriti tutelari.


BIBLIOGRAFIA
Walther Heissig, The Religions of Mongolia, University of California Press, Berkeley-Los Angeles 1980
Caroline Humphrey, Shamans and Elders, Clarendon Press, Oxford 1996
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala, Boston 1999
Ágnes Birtalan, Mongolian Shamanism: Texts and Practices, Akadémiai Kiadó, Budapest 2001
Ágnes Sárközi, The Cult of Local Deities in Mongolia, MAS, Ulaanbaatar 2004
Irina Rybatschuk, Tsakli: Tibetan Ritual Cards, Staatliches Museum für Völkerkunde München, Munich 2007
Philip Billingsley, Mongolian Buddhist Art: Masterpieces of the Zanabazar Museum, Admon, Ulaanbaatar 2013
Isabelle Charleux, The Mongols and Tibetan Buddhism, Brill, Leiden 2020

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