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Scheda Tecnica

Thang-ka cosmologico / geomantico

Mongolia
metà sec XIX
Denominazione
Thang-ka cosmologico / geomantico
Autore
Ignoto
Tipologia
Immagine portatile o da altare
Nome locale
Zurkhai Zürag (mongolo) - Rtsis Thang Ka (tibetano)
Datazione
metà sec XIX
Area Geografica
Mongolia
Materiali e Tecnica
Stampa xilografica (matrice in legno) a inchiostro nero su tela di cotone grezzo con policromia manuale post-stampa
Dimensioni
cm 75 x 48.5
N. Inventario
FSP/AEt/CRB/CPA/2294

NOTE
Opera a schema tabellare utilizzata per calcolare giorni e direzioni favorevoli, leggere presagi, e interpretare influssi cosmici secondo l’astrologia tibetana. Comprende divinità direzionali, animali protettivi e simboli rituali, accompagnati da testi esplicativi. La struttura è compatibile con gli almanacchi visivi murali usati in piccoli templi e in case di lama-astrologi, ragion per cui l’opera è chiaramente un pannello operativo e non devozionale, usato in astrologia (rtsis), geomanzia (sa dpyad), prognosi dei giorni e delle direzioni, interpretazione di eventi naturali, determinazione dei presagi, ritualità stagionale, consulti di specialisti (rtsis mkhan).
Nella scena, al centro, sorge uno Stupa cerimoniale poggiato su un loto, simbolo della mente illuminata e asse del mondo. Sopra lo Stupa arde il simbolo del Triratna (i tre gioielli). Negli angoli del campo visivo troviamo i custodi delle direzioni, i “Quattro Animali Simbolici” che corrispondono alle “Quattro Dignità)”: Garuda (in alto a sinistra), che è Forza e Cielo; il Dragone (in alto a destra, parzialmente sbiadito), che è Potere e Pioggia; il Leone delle Nevi (in basso a sinistra), che è Allegria e Terra; la Tigre (in basso a destra), Fiducia e Foresta. I Cavalieri sui destrierii al galoppo sono in nove, distribuiti simmetricamente: rappresentano le diverse direzioni dello spazio e i messaggeri della fortuna che ‘portano’ le preghiere e i desideri del fedele verso il cielo. Lo spazio tra le figure è interamente saturato da iscrizioni in caratteri tibetani (Uchen): si tratta di invocazioni, dharani e formule magiche per la protezione dal male, la salute e la prosperità del clan o del proprietario.
La matrice xilografica è di tipo popolare, con un tratto deciso e meno raffinato rispetto alle stamperie auliche di Urga. È un pezzo ‘di frontiera’, probabilmente realizzato in un monastero locale per la protezione di una comunità nomade o di una famiglia nobile. Il colore è stato applicato ‘a secco’ o con lavaggi molto leggeri sopra la stampa: si nota come il pigmento verde e rosso sia stato steso velocemente, a volte uscendo dai bordi, tipico degli oggetti prodotti in serie per uso rituale massivo.
Presenta forti gore di umidità, macchie di grasso (residui di lampade o manipolazione rituale) e una generale ‘stanchezza’ del supporto tessile. Laccentuata usura testimonia un uso intensivo in ambito rituale.


BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Tucci, Tibetan Painted Scrolls, 2 voll., Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO), Roma 1949
Fernandez Meyer, Jaroslav Arzt, Tibetan Astrological Charts, Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), Paris 1978
Martin Brauen, The Mandala: Sacred Circle in Tibetan Buddhism, Rubin Museum of Art & Zürich ETH-Museum Rietberg, New York 1997
Isabelle Charleux, Nomads on Pilgrimage: Mongols on Wutaishan (China) 1800–1940, Brill, Leiden-Boston 2015

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