Ting-sha (Coppia di piccoli cimbali rituali)
- Denominazione
- Ting-sha (Coppia di piccoli cimbali rituali)
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Bronzo fuso (lega di metalli nobili)
- Dimensioni
- DIAM cm 7.2
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2196
NOTE
Nota come Ting-sha (o Tingsha), è uno strumento a percussione fondamentale per la liturgia mongola, utilizzato per marcare l’inizio e la fine delle sessioni meditative o per purificare l’ambiente vibrazionale prima di un rituale.
La superficie di questi piatti è dominata da due dragoni speculari che inseguono la “Perla Fiammeggiante”. Nel Buddhismo mongolo, il ruggito del dragone è associato al suono del Dharma che risveglia gli esseri dall’ignoranza: l’incisione del dragone su un Ting-sha indica che il suono prodotto non è solo una purificazione, ma un “comando” spirituale che stabilisce l’autorità del rito sullo spazio circostante. I dragoni sono resi con uno stile plastico molto dinamico, con corpi sinuosi che circondano l’umbone centrale, quasi a proteggere la sorgente del suono.
A differenza dei grandi piatti Sbug-chal, i Ting-sha vengono suonati colpendoli lateralmente o lasciandoli cadere l’uno sull’altro in posizione orizzontale. Il suono prodotto è cristallino, molto acuto e con un lungo sustain. I due piatti sono uniti da un cordino in fibra naturale grezza, che permette la libera vibrazione del metallo senza smorzare le armoniche.
Nella liturgia del Chöd, questa tipologia di cimbali viene spesso usata durante le offerte agli spiriti, poiché la loro vibrazione pura è ritenuta capace di richiamare l’attenzione delle entità non visibili e di placare le menti agitate.
BIBLIOGRAFIA
Ter Ellingson, The Mandala of Sound: Concepts and Sound Structures in Tibetan Ritual Music, University of Wisconsin, Madison 1979
Mireille Helffer, Mchod-rol: Les instruments de la musique tibétaine, CNRS Éditions, Paris 1994
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala Publications, Boston 1999