Mani Khorlo (Ruota della preghiera) da altare privato
- Denominazione
- Mani Khorlo (Ruota della preghiera) da altare privato
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Legno sagomato con policromia; coperchio, anima interna e rinforzi in latta; perno centrale in metallo; pomello in legno intagliato
- Dimensioni
- cm 27 x 24 x 11
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2221
NOTE
Questa “Ruota della Preghiera” (Mani Khorlo) da tavolo rappresenta un pezzo di eccezionale valore collezionistico e documentario. Il meccanismo attivabile dal perno centrale, il tamburo interno in latta nascosto dal coperchio ligneo e la presenza della Dharmachakra o “Ruota del Dharma” dipinta sul coperchio sono tutti elementi che confermano la natura/funzione di questo oggetto: una più unica che rara tipologia di Mani Khorlo entro custodia esagonale il cui tamburo, anziché essere ‘esposto’, è ‘celato’. La struttura interna in latta è infatti il cuore spirituale dell’oggetto: il cilindro rotante.
Il Perno e i “Grani del Rosario” Il pomello composto da tre sfere di legno nere non è solo un’impugnatura, ma è concepito per facilitare il movimento rotatorio con la punta delle dita. I tre grani possono rappresentare i “Tre Gioielli del Buddhismo” (Buddha, Dharma, Sangha) che il praticante mette in moto ad ogni giro. Il pomello, simulando il contatto con un rosario, rende ogni ‘giro’ di ruota un atto di accumulazione di meriti.
Il Coperchio e la Dharmachakra Il coperchio è dominato da una grande “Ruota del Dharma” dipinta in nero e i cui otto raggi rappresentano il “Nobile Ottuplice Sentiero” (Arya Ashtangika Marga), il nucleo pratico del Buddhismo, una sorta di mappa etica e meditativa, noto anche come la “Via di Mezzo” poiché insegna a evitare gli eccessi tra l’auto-indulgenza e l’ascetismo estremo, proprio come una ruota ben bilanciata permette un movimento fluido. Nella tradizione mongola del XIX secolo, il “Nobile Ottuplice Sentiero” non era solo un concetto astratto, ma un’energia da ‘mettere in moto’: far girare la tua ruota coincide con l’attivazione simbolica di queste otto branche contemporaneamente; ovveroro la scelta di incidere la Dharmachakra sul legno serve a ricordare al praticante che ogni giro del tamburo interno è un passo verso la perfezione di questi otto aspetti della vita. nIl legno presenta un’incisione circolare che delimita la ruota, segno che la decorazione è stata pianificata con rigore geometrico prima dell’applicazione dei pigmenti.
Il Tamburo e la Protezione dell’Arcano Al di sotto del coperchio è applicata la vera e propria Ruota della Preghiera. In Mongolia, le ruote “nascoste” come questa erano spesso legate a pratiche protettive specifiche. Il fatto che il tamburo sia racchiuso in un box esagonale suggerisce che i mantra contenuti siano destinati a generare una barriera difensiva per la casa o il tempio.
BIBLIOGRAFIA
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala Publications, Boston 1999