Zebù in posizione di Forza
- Denominazione
- Zebù in posizione di Forza
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- Scultura Bronzea Devozionale
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Lega bronzea massiccia (fusione pesante a cera persa)
- Dimensioni
- cm 12,5x20x13,5
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2239
NOTE
La presenza della gobba pronunciata è un dettaglio iconografico che, pur essendo tipico dei bovini indiani, è stato adottato nell’arte mongola attraverso la mediazione del Buddhismo. In Mongolia, lo zebù è spesso associato alla cavalcatura di divinità protettrici (Dharmapala) o rappresentato come simbolo di forza spirituale e accumulazione di meriti.
L’animale è finemente ornato da una testiera fissa che comprende una catena passante per le narici e un fregio frontale. Questo indica che si tratta di un animale “sacralizzato”, parte integrante di un apparato liturgico complesso. Le ghirlande di perle e la testiera con il gioiello frontale sono quasi identiche alle decorazioni che ornano le statue di Nandi nei templi dell’India meridionale e del Nepal. Questo dimostra che gli artigiani mongoli del XVIII-XIX secolo seguivano ancora i testi iconografici (Sadhana) che descrivevano il toro sacro secondo i canoni indiani originali.
La scultura mostra una straordinaria attenzione alla potenza muscolare del garrese e delle spalle (In funzione di questa declinazione deve leggersi il cilindro massiccio posteriore), resa con un plasticismo tipico delle migliori fonderie mongole del Sette-Ottocento, capaci di infondere pesantezza e maestosità anche a oggetti di medie dimensioni.
La superficie presenta una patina scura e compatta, tipica dei bronzi mongoli che contengono un’alta percentuale di rame, con segni di usura meccanica sulla base e sulla gobba che testimoniano utilizzo/sfregamento rituale.
BIBLIOGRAFIA
AA. VV., Mongolyn Ardiin Urlag, Ulaanbaatar Fine Arts Museum / State Publishing, Ulaanbaatar 1982
Françoise Pommaret, Buddhist Art of Mongolia, Éditions du Patrimoine, Paris 2003
Tsultemin Uranchimeg, A Monastery on the Move: Art and Politics in Later Buddhist Mongolia, University of Hawaii Press, Honolulu 2020