Abito rituale maschile
- Denominazione
- Abito rituale maschile
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- prima metà sec XX
- Cultura / Etnia
- Uriankhai (gruppo Dukha/Tsaatan)
- Area Geografica
- Area di confine tra la Repubblica di Tuva (Siberia) e la provincia del Hövsgöl (Mongolia)
- Materiali e Tecnica
- Pelle animale (renna o cervide) conciata a mano; tessuto; ali di rapace; elementi in ferro e leghe bronzee; impressione a carbone sul dorso
- Dimensioni
- H cm 108
- N. Inventario
- FSP/2013/AEt/CRS/CPA/1348
NOTA
Confezione sartoriale tradizionale in pelle animale (cervide) conciata e lavorata a mano, trattata in modo da assumere una colorazione grigio-verdastra e ocra per l’uso prolungato. Fitte frange realizzate con cordini di lana ritorta e tessuto in tre colori simbolici: rosso, blu e bruno. I polsini e l’orlo inferiore sono rifiniti con una banda di tessuto blu scuro con frangiatura terminale.
Un grande specchio metallico circolare (toli) in ottone lucido pende dorsalmente. Superiormente sono fissati pendagli conici in ferro e campane rituali su una barra trasversale. Se lo specchio (toli) frontale e dorsale serve a riflettere l’energia degli spiriti, i pendagli conici e le campane producono un suono metallico ritmato che, insieme al tamburo, facilita l’ingresso nello stato di trance.
Sulla parte posteriore della pelle, al di sotto delle frange, è presente un disegno a inchiostro o carbone raffigurante una creatura zoomorfa (probabilmente uno spirito-renna o una tigre mitologica): è un elemento arcaico di protezione; rappresenta con molta probabilità l’animale-guida che “porta” il celebrante sulla schiena durante il viaggio estatico. Nello sciamanesimo dei Dukha/Uriankhai, questa figurazione assolve a tre funzioni precise: lo “Spirito-Cavaliere” (la cavalcatura invisibile che trasporta lo sciamano attraverso la taiga e oltre i confini del mondo sensibile, il “motore” del viaggio estatico); il “Guardiano del Dorso” (poiché lo sciamano è vulnerabile durante la trance, il predatore disegnato sulla parte posteriore funge da protezione contro gli attacchi alle spalle da parte di entità ostili e rappresenta probabilmente una “Tiigre”, considerata lo spirito più potente capace di divorare le malattie); la “Mappa dell’Invisibile” (attorno alla figura centrale si notano segni astratti e punti che potrebbero rappresentare costellazioni o varchi cosmici, integrando l’animale in una cosmogonia più complessa).
L’uso del tessuto blu scuro testimonia gli scambi commerciali con le aree mongole e cinesi, integrando materiali stanziali nella struttura nomade in pelle.
L’esemplare è una testimonianza rara della cultura materiale dei Dukha (Uriankhai).
BIBLIOGRAFIA
Sergei M. Shirokogoroff, Psychomental Complex of the Tungus, Kegan Paul, Londra (ed. orig. 1935)
Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, traduzione di R. Rambelli, Edizioni Mediterranee, Roma 1983 (ed. orig. 1953)
Vilmos Diószegi, Tracing Shamans in Siberia.The Story of an Ethnographical Research Expedition, Anthropology Publications / Humanities Press, Oosterhout 1968
Anna-Leena Siikala, The Rite Technique of the Siberian Shaman, Soumalainen Tiedeakatemia, Helsinki 1978
Ugo Marazzi, Testi dello sciamanesimo siberiano e centroasiatico, UTET, Torino 2017 (1ma ed. 1984)
Mihály Hoppál, Schamanen und Schamanismus, Pattloch/Weltbild Verlag, Berlin 1994
Mihály Hoppál, Das Buch der Schamanen, Europa und Asien, Ullstein Buchverlage / Ullstein Taschenbuchverlag, Berlin 2002
Edward J. Vajda, (a cura di), Languages and Prehistory of Central Siberia, John Benjamins Publishing, Amsterdam/Philadelphia 2004
M.N. Walter e E.J. Neumann Fridman (a cura di), Shamanism. An Encyclopedia of World Beliefs, Practices, and Culture, ABC-CLIO, Santa Barbara 2004