Abito rituale maschile
- Denominazione
- Abito rituale maschile
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- prima metà sec XX
- Cultura / Etnia
- Uriankhai (gruppo Dukha/Tsaatan)
- Area Geografica
- Area di confine tra la Repubblica di Tuva (Siberia) e la provincia del Hövsgöl (Mongolia)
- Materiali e Tecnica
- Pelle animale (renna o cervide) conciata a mano; ali di rapace; elementi in ferro e leghe bronzee
- Dimensioni
- h. cm 155
- N. Inventario
- FSP/2013/AEt/CRS/CPA/2097
NOTA
Confezione sartoriale tradizionale in pelle animale (cervide) conciata e lavorata a mano, trattata in modo da assumere una colorazione grigio-verdastra e ocra per l’uso prolungato. Applicazione di ali posticce realizzate con piume di rapace fissate sulle spalle e lungo il bordo dorsale superiore. Fitte stringhe di tessuto e pelle ritorta che pendono dal busto, dalle maniche e dall’orlo, simulando il piumaggio. Presenza di due grandi dischi metallici (toli) sulla parte frontale e catenelle ferree con pendagli sulla parte posteriore.
L’abito Uriankhai è un dispositivo di trasformazione totale: i due specchi metallici posti sui pettorali fungono da scudi protettivi, respingono gli spiriti maligni riflettendone la negatività e permettono allo sciamano di “vedere” ciò che accade dietro di lui nel mondo invisibile; le piume e le ali sulle spalle trasformano il celebrante in un uccello, facilitando l’ascesa estatica e il “volo” attraverso i livelli del cosmo; sul retro, un intricato sistema di maglie metalliche e piccoli oggetti rappresenta lo scheletro simbolico del celebrante, garantendo la coesione dell’anima durante lo smembramento rituale.
Esemplare della cultura materiale dei popoli della taiga mongola, l’abito Uriankhai mantiene una connessione viscerale con la fauna silvestre e le tecniche di sopravvivenza dei nomadi.
BIBLIOGRAFIA
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