Abito rituale maschile
- Denominazione
- Abito rituale maschile
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- seconda metà sec XX
- Cultura / Etnia
- Evenki (Tungusi)
- Area Geografica
- Repubblica Sakha-Jacuzia (Siberia), Federazione Russa
- Materiali e Tecnica
- Pelle animale (renna o cervide) conciata a mano; elementi in ferro e leghe bronzee
- Dimensioni
- H cm 135
- N. Inventario
- FSP/2013/AEt/CRS/CPA/2100
NOTA
Confezione sartoriale tradizionale in pelle animale (renna o cervide) conciata e lavorata a mano con frange applicate e apparato metallico simbolico fissato sul petto, sulle maniche e lungo l’orlo.
Cromatismo bruno scuro naturale (pelle); ossidazione superficiale bruno-argentea (metalli).
L’abito funge da armatura spirituale e mappa cosmica per il viaggio estatico: le fitte frange pendenti lungo il petto, le braccia e il bordo inferiore rappresentano le ali e le piume, necessarie per il “volo” dello sciamano nei mondi invisibili.
Sul petto sono presenti placche rettangolari e dischi circolari (spesso definiti toli o “specchi”): questi elementi rappresentano lo scheletro simbolico del celebrante, proteggendolo dagli attacchi degli spiriti ostili; in particolare, una placca metallica brunita sagomata in forma di uccello sulla spalla sinistra, simbolo dello spirito aiutante che guida l’anima durante la trance.
Il taglio lungo e pesante rispecchia la necessità di stabilità durante le danze rituali ritmate dal tamburo.
Il reperto testimonia la resilienza della cultura Evenki nella Jacuzia del XX secolo. Sebbene prodotto in un periodo di transizione, l’abito mantiene tutti i requisiti canonici del corredo sciamanico classico: il materiale in cui è confezionato come “seconda pelle” animale e il ferro come protezione perenne. La complessità dei pendagli indica un alto rango rituale del proprietario originario.
BIBLIOGRAFIA
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